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Arnis-Kali-Escrima

Arnis-Kali-Escrima, nomi differenti per definire la stessa cosa :”l’arte da guerra filippina”. Una ricchezza che mescola tradizioni, culture, influenze etniche e storiche riguardanti l’arcipelago filippino.

Filippine

Quest’arte marziale sotto il nome di Arnis esiste un po’ dappertutto nelle filippine, vi si trovano tanti stili quanti Guru (professori), maestri d’armi e grandi maestri. Gli stili più conosciuti provengono dalle Visayas e in particolare dal piccolo arcipelago di Cebu. Essi sono legati a famiglie e tramandati di generazione in generazione. Col tempo gli stili e le forme si sono trasformati e adattati alle nuove generazioni ma allo stesso tempo molti si sono persi poco a poco. Molti nel corso degli anni hanno cambiato la loro vera identità di arte del combattimento a discapito di competizioni sportive o accademiche.

Io ho avuto il privilegio di scoprire e poi portare avanti uno stile tradizionale e originale: l’Arnis Koredas System che deriva dall’Arnis Koredas Obra Mano; sistema di combattimento codificato dal Gran maestro Andres Gumban a Cebu. Una scuola di grande ricchezza che contiene il meglio delle strategie e tecniche di combattimento di 37 stili filippini differenti in particolare dallo stile Balintawak . Una sintesi di conoscenze senza fioriture né abbellimenti,un’arte marziale completa,un Arnis raffinato e ripulito da tutte le cose superflue e lo rendono realmente efficace.


“Arnis” deriva da una parola spagnola che significa “armatura difensiva”: questa è la definizione utilizzata dai filippini per definire l’arte del combattimento. L’Arnis Koredas Obra Mano è uno stile originario e non è mai stato divulgato al di fuori delle filippine fino all’arrivo in europa del M° Oliver Bersabal. Il quale dopo essere arrivato in Francia ha preso con sè solo due allievi a cui ha insegnato tutto.

Il mio incontro col maestro Mitchell Tsia King Fung (primo allievo e istruttore del M° Bersabal, ma dal quale dopo 10 anni si è staccato per problemi personali del maestro ritornato da circa dieci anni nelle filippine) mi ha fatto scoprire una ricchezza, una cultura, una libertà di espressione mai vista prima.

In quest’arte marziale niente è lasciato al caso.

Un lavoro molteplice con una scoperta di sé stessi nel senso corporale e mentale che non ha niente da vedere con un insegnamento accademico tradizionale e che sarebbe un adattamento moderno di quel che si può apprezzare realmente delle arti marziali filippine nel suo stato culturale, tradizionale e storico. Tutto è fatto con un controllo totale del corpo, una depurazione di alcune parti di molti stili solamente per dare infine un lavoro reale senza cose inutili ed adattato completamente al corpo umano di qualsiasi caratteristica si sia: grandi, grossi, robusti o altro. Niente deve essere un disagio, un ostacolo, una paura . Tutto deve essere una cosa sola e questo blocco ha il dovere di muoversi insieme senza dispersione, senza dissociazione. Il corpo deve esprimersi con queste leggi fisiche e deve arrivare ad uno sviluppo armonioso ed una precisione ineguagliata. Perciò il Koredas System ha il dovere di essere un sviluppo che genera le radici fondamentali di un Arnis di combattimento per tutti…

Un’ultima cosa ancora, l’Arnis Koredas è un modo di vivere, è la passione senza fine, dove la divisione è infinito perché siamo tutti differenti, ed è là la sua ricchezza. L’istinto, la spontaneità e la reattività. Niente deve essere un ostacolo ma al contrario essere scomposto per ricostruire in meglio, creare delle aperture ma per penetrare meglio, eccetera… eccetera… e tutto ciò con una sicurezza massimale, non considerare una difesa come una difesa ma piuttosto una difesa come una carta vincente di offesa, di effetto, di sorpresa e di distruzione, perturbare lo spirito per portarlo là dove lo si vuole, il risultato deve essere fatale simile ad una ragnatela. Portare l’avversario nel nostro territorio ideale e lì degustare la preda fino a fargli perdere ogni controllo. Sopravvivere semplicemente…

Nella semplicità si ha sempre una parte complessa: sembra paradossale ma è così. Non c’è nulla di fisso e immutabile,certo esiste una forma base ma essa in seguito diviene libera e l’istinto si risveglia. Il punto essenziale è di avere meno fioriture possibili e imparare a conoscere il corpo e i suoi possibili movimenti e mantenere una postura corretta della colonna vertebrale per poter portare dei colpi efficaci. Tutto è legato al fatto sottile d’esercitare un movimento, uno spostamento, una reazione intuitiva e di conseguenza dare un senso affinchè i colpi portati siano potenti, veloci e di una precisione estrema. Il lavoro viene esercitato sulle articolazioni, sui nervi, o dove è estremamente doloroso, perchè non bisogna dimenticare che quest’arte marziale non è uno sport ma è combattimento; tutto è utilizzato, le mani, i piedi, le spalle, le percussioni del corpo in estensione. Infine la specificità del Koredas è la sua autenticità e la sua originalità: “Bisogna viverlo per credere, toccare per sentire, sentire per reagire” – senza questi parametri niente può essere veramente e realmente vissuto. L’importante non è solo praticarlo ma considerare la pratica in sé stessa. Spiegati i principi generali, vediamo ora le particolarità di questo stile:

  • il bastone di 50 cm rispetto alle altre scuole di kali-arnis -eskrima che usano bastoni da 70 cm
  • il lavoro della mano libera dall’arma deve essere sempre in copertura,deve corrispondere sempre come se si avesse in mano un altro bastone,un coltello o altro.  Contribuisce alla protezione del bastone o della mano opposta e anche penetrare la guardia dell’avversario per poter portare la propria tecnica, colpire o controllare l’avversario, deve essere indissociabile dalla mano armata di bastone, coltello o altro ed è per questo che viene chiamata “mano viva”.
  • gli spostamenti devono essere operati in direzioni opposte con una rotazione del busto. Questo comporta una miglior presa sul proprio avversario. La gestualità del corpo deve essere elastica ed allo stesso tempo dura. Il radicamento dei piedi a terra con un baricentro il più basso possibile per una maggior stabilità ed equilibrio del corpo in modo che questo possa agire in estensione e subito riposizionarsi pronto a scattare di nuovo.
  • le percussioni sono una particolarità dell’arnis koredas system. Non ci sono dei bloccaggi veri e propri nelle tecniche ma piuttosto dei controlli, dei colpi che controllano, delle deviate con movimenti rotatori e non in linea. Questi movimenti devono coprire e proteggere il corpo sempre. Questa è una specialità del sistema Serada (chiusura) integrato e parte indispensabile nell’arnis koredas system.
  • Risvegliare l’istinto: ecco la parola maestra del suo fondatore,ma ciò necessita non solo di molta pratica,ma anche di riflessi pronti, agilità, rapidità, precisione, intuizione e fluidità gestuale. Nel tempo le sensazioni si risvegliano, lo spirito si aguzza e i gesti diventano istintivi. L’emergere dell’istinto è il risultato di tre elementi: pratica, fluidità e libertà.

Per concludere dobbiamo sottolineare che in questa disciplina gli allenamenti, legati alla metodica tradizionale filippina, sono abbastanza duri e pesanti, ad esempio quando si praticano gli esercizi di parata-contrattacco nella fase del “numerado”, si pretende che i contrattacchi vadano a toccare i bersagli stabiliti siano essi la testa, braccia, gambe o tronco; questo serve a sviluppare precisione, concentrazione, sensibilità e fluidità, e rende l’Arnis Koredas Systam reale e pratico. Non tutti accettano di allenarsi in questo modo: per questo si può dire che è il Koredas a scegliere i suoi allievi.

Se decidi di avvicinarti al Koredas anche solo per curiosità, fallo col cuore e la mente liberi da pregiudizi come se non avessi mai praticato Arti Marziali Filippine.

Articolo di Giuseppe

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